LA MOGLIE DI FRANKENSTEIN

Elizabeth Lavenza è uno dei personaggi principali del romanzo Frankenstein, o il moderno Prometeo di Mary Shelley. Figura gentile, generosa e affettuosa, rappresenta il principale legame emotivo di Victor Frankenstein e incarna gli ideali di purezza, amore e dedizione familiare che contrastano con l'ossessione scientifica del protagonista. Nella prima edizione del romanzo, pubblicata nel 1818, Elizabeth è la figlia di un gentiluomo milanese e della sorella di Alphonse Frankenstein, risultando quindi cugina di Victor. Rimasta orfana di madre in giovane età, viene affidata alla famiglia Frankenstein dal padre, desideroso di rifarsi una vita. Accolta nella dimora di famiglia a Ginevra, cresce insieme a Victor come una sorella adottiva, instaurando con lui un profondo legame affettivo destinato a trasformarsi in amore. Nell'edizione rivista del 1831, Mary Shelley modifica le origini del personaggio. Elizabeth non è più la cugina di Victor, ma una bambina di nobili origini rimasta orfana: figlia di una donna tedesca morta di parto e di un aristocratico milanese perseguitato per le sue idee politiche. Dopo essere stata allevata da una famiglia di contadini, viene notata da Caroline Frankenstein durante una visita e successivamente adottata dalla famiglia, diventandone a tutti gli effetti un membro amatissimo. Nell'adattamento cinematografico diretto da Kenneth Branagh nel 1994, la sua storia viene ulteriormente modificata: Elizabeth perde entrambi i genitori a causa della scarlattina e viene accolta dai Frankenstein fin dalla più tenera età. Durante la crescita a Ginevra, Elizabeth sviluppa un forte legame con Victor Frankenstein e stringe amicizia con Henry Clerval e Justine Moritz. La sua dolcezza e il suo altruismo emergono in particolare quando contrae la scarlattina. Caroline Beaufort Frankenstein, madre di Victor, si prende amorevolmente cura di lei, ma viene contagiata dalla malattia e muore poco tempo dopo. Questo tragico evento segna profondamente Victor e contribuisce ad alimentare la sua ossessione per la sconfitta della morte attraverso la scienza. Anni dopo, quando il giovane William Frankenstein viene assassinato e Justine Moritz viene accusata ingiustamente del delitto, Elizabeth è tra i pochi a credere fermamente nella sua innocenza, dimostrando ancora una volta il proprio senso di giustizia e la sua grande sensibilità. Dopo una lunga attesa, Elizabeth e Victor ottengono finalmente il consenso per sposarsi. Il loro matrimonio sembra coronare un amore coltivato fin dall'infanzia e incoraggiato dalle rispettive famiglie. Tuttavia, la felicità dura pochissimo. La sera stessa delle nozze, Elizabeth viene assassinata dalla Creatura di Frankenstein, che sceglie di colpire Victor nel modo più crudele possibile, privandolo della persona che ama di più. Nella versione cinematografica di Kenneth Branagh, la vicenda assume toni ancora più drammatici. Distrutto dal dolore, Victor utilizza le sue conoscenze scientifiche per riportare in vita Elizabeth attraverso lo stesso procedimento impiegato per creare la Creatura. Sebbene la donna conservi i ricordi della sua esistenza precedente, rimane sconvolta dalla propria nuova condizione. Rendendosi conto di essere diventata un essere artificiale e deformato, sceglie di porre fine alla propria vita. Con una lampada a petrolio incendia sé stessa e la dimora dei Frankenstein, trasformando il finale della storia in una tragica conclusione dominata dalla follia, dalla perdita e dalle conseguenze delle ambizioni umane.
