LA LEGGENDA DELLA KUCHISAKE - ONNA

Nel folklore giapponese, la Kuchisake-onna (la "donna dalla bocca tagliata") è uno degli spiriti più inquietanti e celebri della tradizione nipponica. La sua leggenda, le cui origini vengono spesso collocate tra il 1603 e il 1868, racconta di una donna dal volto sfigurato da una terrificante ferita che le squarcia la bocca da un orecchio all'altro. Questa figura è sopravvissuta nei secoli, passando dai racconti popolari alle moderne leggende urbane giapponesi.
Secondo la versione più diffusa della storia, molti secoli fa, forse durante il periodo Heian (794-1185), viveva una giovane donna di straordinaria bellezza. Moglie o concubina di un samurai, era nota non solo per il suo fascino, ma anche per la sua vanità. Quando il marito scoprì i suoi presunti tradimenti, venne accecato dalla gelosia e dalla rabbia. In un impeto di furia, estrasse la katana e le sfregiò il volto con un terribile fendente che le aprì la bocca da orecchio a orecchio, urlandole:
«Chi dirà che sei bella, adesso?»
Dopo la sua morte, il suo spirito tornò nel mondo dei vivi sotto forma di un'entità vendicativa. Da allora, la Kuchisake-onna vaga nelle strade avvolta da un'aura sinistra, nascondendo il volto dietro una mascherina chirurgica o un ventaglio.
Quando incontra un passante, soprattutto nelle ore serali, lo ferma e gli pone una semplice domanda:
«Kirei da to omou?»
("Pensi che io sia bella?")
Se la vittima risponde affermativamente, la donna si toglie lentamente la mascherina, rivelando l'orrenda ferita che le deturpa il volto, e ripete la domanda:
«E adesso? Sono ancora bella?»
Da quel momento il destino del malcapitato dipende dalla risposta che sceglierà di dare. Secondo le diverse versioni della leggenda, la Kuchisake-onna potrebbe uccidere la vittima con un paio di forbici affilate, sfregiarla per renderla simile a lei oppure lasciarla andare, ma solo dopo averla terrorizzata a morte.
Ancora oggi, la storia della Kuchisake-onna continua ad alimentare l'immaginario horror giapponese, rappresentando una delle leggende urbane più famose e inquietanti del Paese del Sol Levante.
VARIANTE DELLA LEGGENDA
Una delle versioni più antiche e suggestive della leggenda della Kuchisake-onna risale al periodo Sengoku (1467-1615) ed è ambientata nel quartiere di Shinjuku, nell'antica Edo.
Si racconta che un servitore al servizio di un nobile locale terminò il proprio lavoro molto tardi. Costretto a rientrare a casa nel cuore della notte, si trovò a camminare sotto una pioggia battente lungo strade deserte e immerse nell'oscurità.
Durante il tragitto notò una donna sola, completamente fradicia e apparentemente indifesa. Mosso dalla compassione, si avvicinò per offrirle riparo sotto il suo ombrello. Tuttavia, quando la sconosciuta sollevò il volto verso di lui, l'uomo rimase paralizzato dal terrore: la sua bocca era squarciata da un orecchio all'altro, formando un ghigno mostruoso e innaturale.
Da quel momento, secondo la leggenda, nessuno seppe più con certezza cosa accadde al servitore.
LA LEGGENDA URBANA MODERNA
Nell'estate del 1979, corrispondente al 54° anno del periodo Shōwa, il Giappone fu attraversato da una vera e propria ondata di panico collettivo legata al ritorno della Kuchisake-onna. Voci incontrollate si diffusero rapidamente in tutto il Paese, raccontando di una misteriosa donna che si aggirava nei quartieri periferici e nelle strade poco illuminate delle città.
La donna indossava una mascherina chirurgica che le copriva il volto e fermava soprattutto bambini delle scuole elementari e studenti che rincasavano da soli. Con voce calma e inquietante poneva sempre la stessa domanda:
«Pensi che io sia bella?»
Secondo la leggenda, una risposta negativa significava una morte immediata: la donna estraeva un enorme paio di forbici e uccideva la vittima sul posto.
Se invece il malcapitato rispondeva di sì, la sconosciuta si toglieva lentamente la mascherina, mostrando il terrificante squarcio che le deformava il volto, e ripeteva la domanda:
«E adesso? Sono ancora bella?»
A quel punto ogni risposta sembrava condannare la vittima. Se continuava a dire di sì, la Kuchisake-onna interpretava quelle parole come una presa in giro e sfregiava il volto della persona per renderla simile a lei. Se invece cambiava idea e rispondeva di no, la donna, furiosa e umiliata, lo avrebbe ucciso tagliandolo in due con le sue forbici.
Le voci si diffusero con tale rapidità da provocare un autentico allarme sociale. In molte città i bambini avevano paura di uscire da soli e numerosi genitori accompagnavano i figli a scuola. Alcuni istituti scolastici organizzarono persino rientri di gruppo per evitare che gli studenti percorressero da soli le strade dopo il tramonto.
Nel 2004 la leggenda oltrepassò il Mar del Giappone, probabilmente grazie alla diffusione di Internet, e raggiunse la Corea del Sud, dove venne adattata alla cultura locale e divenne una delle storie horror urbane più conosciute anche al di fuori del Giappone.
Ancora oggi la Kuchisake-onna continua a essere una delle figure più iconiche e inquietanti del folklore moderno giapponese, simbolo della sottile linea che separa le antiche leggende dai timori della società contemporanea.
FILMOGRAFIA
- KUCHISAKE - (2005)
- A SLIT-MOUTH WOMEN - (2007)
- A SLIT-MOUTH WOMEN 2 - (2008)
- KUCHISAKE-ONNA 0: BIGININGU - (2008)
- KUCHISAKE-ONNA RETURNS - (2012)
- SLIT MOUTH WOMAN IN L.A. - (2014)
- KUCHISAKE-ONNA VS MARY-SAN - (2017)
- THE SLIT-MOUTHED WOMAN - (2023)
